Mi chiamo Federica che in tedesco significa "condottiero della pace" e io della pace non conosco neanche i contorni. Ho 18 anni e ragiono come una donna che ha già visto tutto, invece non so un cazzo. Sono una ragazza cinica, misantropa e soffro di personalità Borderline. Mi piace fare conversazioni costruttive, scambiarmi idee e opinioni. Rido tantissimo ma non sorrido quasi mai.

~ In confronto a me, tu potresti essere una persona normale.
  • got-skins:

    ~follow for everything skins~

    (via unraggiodisoleeperte)

  • "Che faccio se mi manchi già?"
  • ridomentredentrostomorendo (via spezzarsi)

    E sono appena andata via.

    (Fonte: ridomentredentrostomorendo, via shalalalasparda)

  • "Era quel tipo di mancanza che ti divorava anche l’anima."
  • Charles Bukowski (via quattordiciottobre)

    (via shalalalasparda)

  • "C’era tanta tristezza in tutto, anche quando le cose funzionavano."
  • stronza-comeilmondo:

    Potrei continuare all’infinito.

    Foto mie. #2.

    (via nellamiaanimailbuio)

  • Giuseppe Ungaretti
  • "

    Quale canto s’è levato stanotte
    che intesse
    di cristallina eco del cuore
    le stelle

    Quale festa sorgiva
    di cuore a nozze

    Sono stato
    uno stagno di buio

    Ora mordo
    come un bambino la mammella
    lo spazio

    Ora sono ubriaco
    d’universo

    "
  • È solo una notte.
    Fatta di mattonelle scure accatastate in maniera casuale, corrose dal Sole, frastagliate sui bordi. Sparse nella noumenica certezza che prima o poi qualcuno verrà fuori da questo pantano infernale. Il più veloce risultato riscontrabile è la mancanza di ossigeno quando ti lanci dal punto più alto della scogliera, l’unico punto da cui tutto sembra essere sotto i tuoi piedi, piccolo, tangibile, vulnerabile. Una volta preso coscienza di ciò, quando tutto si sbriciolerà come un biscotto, sarai troppo occupato ad osservare l’orizzonte, che ti fa sentire tanto grande e potente, per rendertene conto. L’unica cosa che percepirai sarà la caduta libera. Il vuoto che t’inghiotte, l’aria irrespirabile, le vertigini, l’ansia quando vedi il suolo farsi nitido e prendere forma. L’impatto ti spezza, come il vento fa ai rami degli alberi. 
    E nudo, nella notte, assapori su ogni centimetro della tua pelle, l’ustionante solitudine.